I Campioni

Con oltre 70 anni di storia e giunto alla 59° edizione, il Torneo Internazionale Carlin’s Boys ha visto sbocciare alcuni tra i più grandi giocatori della storia del calcio.

blockhin-1024x576La vocazione internazionale della manifestazione e il suo forte legame con le squadre dell’est Europa ha portato Oleh Blochin a calcare il campo del “Comunale” con la maglia del Burevestnik Mosca. Questa non era la squadra di club di cui il campione faceva parte, bensì una rappresentativa che veniva formata per partecipare a tornei all’infuori dell’Unione sovietica. I migliori giovani del calcio sovietico venivano raccolti nella Burevestnik Mosca, tant’è che in quegli anni ottenne ben tre successi: 1966, 1971, 1972. Fu il 1971 l’anno in cui Oleh Blochin vinse, oltre ai premi individuali, il torneo. La selezione sovietica batté il Cagliari, l’Imperia, il Napoli e, in finale, l’Atalanta. Quest’ultima partita, vinta 2-0, fu decisa da una doppietta dello stesso Blochin. Ci vollero appena 4 anni perché il mondo del calcio potesse conoscere la classe di questo giocatore. Nell’ottobre del 1975 infatti, dopo aver steso il Bayern Monaco di Franz Beckenbauer con la sua Dinamo Kiev in finale di Supercoppa Europea, ricevette il Pallone d’Oro.

Gaetano ScireaIn quegli stessi anni al torneo Carlin’s Blochin si misurò con difensori che avrebbero a loro volta scritto la storia del calcio, stiamo parlando di Gaetano Scirea. Il futuro baluardo Juventino venne a disputare la manifestazione calcistica sanremese con la maglia dell’Atalanta senza però riuscire a conquistare il trofeo. Ma fu proprio in quella formazione che Scirea venne provato, con grande successo, nel ruolo di libero.

ferrerTornando al estero, un altro campione che prima di ergersi a simbolo del Barcellona ha disputato il Torneo Internazionale Carlin’s Boys è Albert Ferrer. L’edizione che lo vide protagonista è la 32°, quella del 1989. La fortuna però non lo assiste come al fenomeno ucraino ed infatti viene eliminato in seguito ad una sconfitta subita dal Milan. In finale poi si ritrovano Juventus e Torino con la seconda ad alzare il trofeo. Per Ferrer si trattò solo di una piccola delusione che appena 3 anni più tardi, nel 1992, avrebbe subito colmato vincendo la Coppa dei Campioni.

facchettiFacendo un balzo indietro nel tempo, e precisamente al anno 1959, a mettere la sua firma sulla partecipazione al Torneo Internazionale Carlin’s Boys è Giacinto Facchetti. Qualche anno a seguire, con l’Inter, la squadra che lo ha accompagnato per tutta la vita, avrebbe scritto pagine di storia. Partecipa alla 12° edizione del torneo e gli ostacoli che la sua squadra incontra portano i nomi di Sampdoria e Ajax. Per il passaggio del turno è decisivo un 2-0 rifilato agli olandesi, ma in semifinale si dovettero arrendere al Talm. Torino dopo i tempi supplementari. La vittoria nella finalina per il terzo posto mitigò la delusione per quella sconfitta. Solo 7 anni più tardi alzò al cielo la prima Coppa dei Campioni e l’anno seguente sfiorò il Pallone d’Oro.

Juventus,_anni_'80,_Trapattoni_e_PlatiniUn’altra bandiera che il mondo del calcio, in particolare quello italiano, ha potuto conoscere ad aver calcato il terreno del “Comunale” è Francesco Totti. Tutti i suoi numeri portano una sola bandiera, quella della Roma. È con essa che nel 1991, a soli 15 anni, vince il Torneo Internazionale Carlin’s Boys. Altro simbolo del calcio dello stivale, sia come giocatore ma soprattutto come allenatore, che giocò il Carlin’s Boys è Giovanni Trapattoni. Da giocatore bandiera del Milan con oltre 270 partite giocate tra il 1957 e il 1971 mentre poi da allenatore sedette per 13 anni, non consecutivi, sulla panchina della Juve e per 5 su quella dell’Inter. Proprio quest’ultima squadra nel 1956 negò al giovane Trapattoni di conquistare il Torneo Internazionale Carlin’s Boys.